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sabato 11 dicembre 2010

La nobile Viola ha il suo Cavalieri «Quel nome sulla maglia conta» «Martina ci deve temere, siamo tornati primi e vogliamo restarci»

Claudio Cavalieri ormai è una delle icone più scintillanti della Viola sulla vetta del campionato. In campo e fuori la sua voce, l'esperienza, quel carattere unico e coinvolgente stanno conquistando tutti. È primo con la "sua" Viola e non intende più scendere da quel gradino.
Neanche il tempo di iniziare la chiacchierata che la guardia di Ostia, appena uscita dalla banca e prima dell'allenamento giornaliero, trova il tempo per sciorinare la sua "teoria del carciofo". «Ne mancano due prima della sosta e secondo me ora dobbiamo fare due su due; poi a gennaio, con un Padova in più, andiamo a Campobasso per prenderci la Coppa Italia. Adottiamo la tecnica del carciofo, una foglia alla volta e si arriva al cuore».
Ipse dixit. Parole in libertà per il miglior marcatore neroarancio (quasi 14 punti a sera), guai a mettere argini al cuore e all'anima di "Cavalla". Già pregno di Viola, con le emozioni autentiche («Mi sono emozionato quando hanno messo il mio nome sul cubo del Pentimele oppure quando ho rivisto un video col palazzo gremito e novemila spettatori esultanti») e la fame di cogliere un altro successo. Dopo aver vinto il campionato con Patti lo scorso anno, Claudio vorrebbe bissare da questa parte dello Stretto.
«Anche la gara vinta con Bernalda – argomenta la canottiera numero dieci – suggerisce che dovremmo giocare con due consapevolezze: più cattiveria agonistica e più tranquillità generale, ricordandoci che siamo la Viola. A Ceglie o Melfi, quando incontrano la Viola, per loro è una sfida che va al di là della gara di campionato. Il nome che portiamo addosso è più pesante di quello che abbiamo sulle spalle! Lo scorso anno a Patti all'inizio non eravamo una squadra, Pippo Sidoti si disperava. Poi, da gennaio in poi, sono subentrati meccanismi che ti fanno scattare una molla, giocare con maggiore cattiveria. Alla fine eravamo imbattibili, giocavamo bene, tutto veniva semplice. Noi qui abbiamo le stesse condizioni: tanti infortuni, due mesi lontani da casa, squadra tutta nuova e siamo già primi. Appena troviamo la quadratura, sarà dura per tutti».
Questa settimana anche Cavalieri ha avuto problemi alla caviglia: «La settimana è andata bene, a parte me e Matias (Degregori, ndc) che siamo stati fermi qualche giorno, abbiamo fatto un buon allenamento. Siamo carichi, ci siamo accorti che serve quella cattiveria agonistica che ci manca a tratti. Siamo però un bel gruppo, dieci giocatori che si aiutano».
E a Martina Franca servirà tanto il gruppo-Viola. «Hanno due punti di forza assoluti come Serino, ala grande di categoria che porta punti e rimbalzi, e un buon play come Desiato, che sa gestire i ritmi partita – conclude Cavalieri –. È assemblata con giovani interessanti come Magnani, giocatore atletico, o Simeoni. Penso che la paura più grande debbano averla loro: siamo tornati primi, siamo convinti che dobbiamo guadagnarci la Coppa Italia per cui non possiamo perdere terreno».
Niente panegirici, questo è Cavalieri.


Valerio Chinè
Gazzetta del Sud

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