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lunedì 9 agosto 2010

Viola, Zampogna chiama Cavalieri
«Lui e Zambon farebbero la differenza. Spero ci siano tanti reggini»

Il primo giocatore dell'era Muscolino. Un palmese, prodotto del vivaio neroarancio che ormai da diversi anni è divenuto uno dei registi più affidabili della cadetteria. Diremmo un predestinato anche, visto che le strade di Zampogna e la Viola si sono spesso incrociate ed intrecciate appassionatamente.
Stefano è stato il primo dei giocatori a credere nel nuovo progetto, declinando cortesemente le offerte di Melfi, Giugliano e Campobasso. «Ci siamo rincorsi, anche negli anni scorsi – dice il nuovo "fosforo" neroarancio che si gode ancora gli ultimi scampoli di relax –. Gaetano Condello mi aveva chiamato prima dell'accordo per il passaggio societario (formalmente dovrebbe avvenire martedì sera, ndc). Ci siamo visti giù, abbiamo scambiato delle impressioni molto generiche, poi sono seguite due settimane di silenzio».

– Temevi di non rientrare più nei piani della Viola, anche perché c'erano altri quotati playmaker nel nugolo delle trattative?

«È chiaro che non sono nuovo a queste dinamiche, non mi sarei stupito se fosse accaduto, ma in fondo confidavo in questo progetto. Infatti poi ci siamo visti una domenica nuovamente, stavolta discutendo di qualcosa di più concreto, e chiuso il venerdì successiva con la firma di un preaccordo che diverrà contratto».

– Cosa pensi abbia pesato più tutto a tuo favore?

«Le motivazioni. Penso che non esista al mondo giocatore con le mie motivazioni, con la voglia di giocare a Reggio Calabria senza veti o condizioni. Di giocatori migliori di me è piena anche la serie B, ma il desiderio di rivestire quella canottiera e difendere questi colori penso sia superiore a tutti gli altri. Sono contentissimo oggi, per me e per la mia famiglia, giocare per la Viola è davvero così importante per tutti noi».

– Vieni da un'ottima stagione a Martina Franca: siete usciti ai playoff ma con un pizzico di sfortuna...

«Peccato. Avevamo le carte in regola per andare avanti, ma si sa che la post-season è soggetta a tante situazioni incontrollabili. Abbiamo perso all'ultimo secondo in gara-2 a casa nostra contro Patti, dopo aver vinto lì, con Mori che ha trovato allo scadere un tiro molto fortunoso. In Sicilia poi è accaduto di tutto nella "bella": lì il pubblico si fa sentire parecchio e spesso il fattore ambientale in questi tornei diventa fattore per giocatori, tecnici e... arbitri».

– Numeri importanti: 11 punti, 3 rimbalzi, 3 recuperi, 2 assist a sera. Primo degli specialisti nelle palle recuperate, undicesimo nei recuperi, tra i venticinque giocatori più impiegati del girone. Alla Viola puoi fare ancora meglio?

«A parte i numeri, sono contento per la mia stagione nel complesso. Mi sono sentito davvero leader, la squadra mi ascoltava, mi seguiva, mi riconosceva una leadership che mi ha reso più responsabile. Per un play è fondamentale avere queste sensazioni, come la fiducia del club per il quale giochi e dei suoi tifosi».

– Troverai Sebastiano Grasso, ma anche un ambiente a te molto familiare.

«Anche il fatto che sia rimasto Sebi per me è importantissimo, perché ne conosco le doti tecniche, tattiche ma soprattutto umane. Mi piace la squadra che sta nascendo. Ho letto di Lorenzetti, magari con Zambon e Cavalieri saremmo ulteriormente competitivi perché si tratta di gente in grado di fare la differenza nel nostro girone. Mi piacerebbe avere una Viola molto più reggina, anche con qualche "under" calabrese, perché questo darebbe uno spirito a tutto il gruppo che potrebbe essere fondamentale per sorprendere gli avversari».



Valerio Chinè
Gazzetta del Sud

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